PSICOPOLITICA3 (dicembre 9, 2009)
lunedì, Ottobre 19th, 2015La guerra fredda era forse meglio dell’odierna guerra bollente. Abbiamo sostituito la minaccia atomica con la realtà del terrorismo e della guerra mondiale permanente.
La guerra fredda era forse meglio dell’odierna guerra bollente. Abbiamo sostituito la minaccia atomica con la realtà del terrorismo e della guerra mondiale permanente.
Le istituzioni sono il principale ostacolo alla realizzazione degli obiettivi che dichiarano di voler raggiungere (ispirato a Ivan Illich)
Fai di te stesso il mondo che vuoi cambiare.
Il XIX secolo è stato dominato dal codice paterno repressivo.
Il XX secolo è stato caratterizzato da tentativi di codice fraterno.
Il XXI secolo è funestato dal codice materno castrante.
Dire a qualcuno che è “troppo giudicante” non è giudicare?
a- è reale tutto ciò che produce conseguenze
b- non c’è niente di più concreto di una buona teoria
c- l’insieme è diverso dalla somma delle parti
Se tutto è regolamentato, l’unica libertà è il crimine.
Se tutto è regolamentato, il futuro muore.
Il passato dipende dal futuro e non viceversa.
Tutta la Modernità può essere letta come estremo tentativo anti-umanistico di rifiutare la responsabilità sul destino e in ultima istanza, la libertà. Per secoli l’umanità ha potuto ricorrere agli Dei, al Fato, ai vaticini, alla provvidenza Divina o alla Fortuna (sorte, caso) per deresponsabilizzarsi. L’umanesimo rinascimentale ha cercato di attribuire all’Uomo la sovanità sul proprio destino, ma subito dopo la Modernità ha operato in senso opposto. Il Determinismo meccanicista, il Darwinismo, la sociologia giustificazionista che addensa sull’ambiente ogni causalità, l’idealismo nella sua dialettica che culmina in sintesi, la biologia genetica e la sua ancella sociobiologica, lo statalismo onnipresente come grande fratello, l’economia intesa come ineluttabilità dell’aritmetica contabile, il Welfare State concepito come sistema baliatico dalla culla alla tomba: sono stati dispositivi utili a liberare gli esseri umani dalle scelte, dalla libertà e dalla responsabilità.
La mancanza di libertà provoca sofferenza.
L’eccessiva libertà provoca sofferenza.
Delle due sofferenze solo la seconda è dignitosa.