Archive for the ‘poesia’ Category

PARIS AT NIGHT febbraio 28, 2019

mercoledì, Febbraio 10th, 2021

Tre fiammiferi accesi uno per uno nella notte
Il primo per vederti tutto il viso
Il secondo per vederti gli occhi
L’ultimo per vedere la tua bocca
E tutto il buio per ricordarmi queste cose
Mentre ti stringo fra le braccia.
Jaques Prévert da Parole (1945)

VERRA’ LA MORTE febbraio 15, 2019

mercoledì, Febbraio 3rd, 2021

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi –
questa morte che ci accompagna
dal mattino alla sera, insonne,
sorda, come un vecchio rimorso
o un vizio assurdo. I tuoi occhi
saranno una vana parola,
un grido taciuto, un silenzio.
Così li vedi ogni mattina
quando su te sola ti pieghi
nello specchio. O cara speranza,
quel giorno sapremo anche noi
che sei la vita e sei il nulla.

Per tutti la morte ha uno sguardo.
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.
Sarà come smettere un vizio,
come vedere nello specchio
riemergere un viso morto,
come ascoltare un labbro chiuso.
Scenderemo nel gorgo muti.
Cesare Pavese da Verrà la morte e avrà i tuoi occhi ( 1951)

MILLE ANNI febbraio 3, 2019

martedì, Gennaio 26th, 2021

Mille anni e poi mille
Non possono bastare
Per dire
La microeternità
Di quando m’hai baciato
Di quando t’ho baciata
Un mattino nella luce dell’inverno
Al Parc Montsouris a Parigi
A Parigi
Sulla terra
Sulla terra che è un astro.
Jacques Prévert da La pioggia e il bel tempo (1955)

HO FAME….. gennaio 22, 2019

giovedì, Gennaio 14th, 2021

Ho fame della tua bocca, della tua voce, dei tuoi capelli
e vado per le strade senza nutrirmi, silenzioso,
non mi sostiene il pane, l’alba mi sconvolge,
cerco il suono liquido dei tuoi piedi nel giorno.

Sono affamato del tuo riso che scorre,
delle tue mani color di furioso granaio;
ho fame della pallida pietra delle tue unghie,
voglio mangiare la tua pelle come mandorla intatta.

Voglio mangiare il fulmine bruciato nella tua bellezza,
il naso sovrano dell’aitante volto,
voglio mangiare l’ombra fugace delle tue ciglia

e affamato vado e vengo annusando il crepuscolo,
cercandoti, cercando il tuo cuore caldo
come una pIuma nella solitudine di Quitratue.
Pablo Neruda da Cento sonetti (1924)

ORMAI SEI MIA…. gennaio 17, 2019

lunedì, Gennaio 11th, 2021

Ormai sei mia. Riposa col tuo sonno nel mio sonno.
Amore, dolore, affanni, ora devono dormire.
Gira la notte sulle sue ruote invisibili
e presso me sei pura come ambra addormentata.

Nessuna, più, amore, dormirà con i miei sogni.
Andrai, andremo insieme per le acque del tempo.
nessuna viaggerà per l’ombra con me,
solotu, sempre viva, sempre sole, sempre luna.

Già le tue mani aprirono i pugni delicati
e lasciarono cadere dolci segni senza rotta,
i tuoi occhi si chiusero come due ali grige,

mentr’io seguo l’acqua che porti e che mi porta:
la notte, il mondo, il vento dipanano il loro destino,
e senza te ormai non sono che il tuo sogno.
Pablo Neruda da Cento sonetti (1924)

IL TEMPO (maggio 25, 2015)

mercoledì, Aprile 3rd, 2019

Il tempo è la sostanza di cui sono fatto.
Il tempo è il fiume che mi trascina via, ma io sono il tempo;
è una tigre che mi sbrana, ma io sono la tigre;
è il fuoco che mi consuma, ma io sono il fuoco.

J.LBorges, “Enquetes”, Galllimard, 1957

Estratto da PROFEZIA – P.P.Pasolini, 1964 (gennaio 16, 2015)

mercoledì, Gennaio 30th, 2019

….Alì dagli Occhi Azzurri 
uno dei tanti figli di figli, 
scenderà da Algeri, su navi 
a vela e a remi. Saranno 
con lui migliaia di uomini 
coi corpicini e gli occhi 
di poveri cani dei padri 
sulle barche varate nei Regni della Fame. 
Porteranno con sè i bambini, 
e il pane e il formaggio, 
nelle carte gialle del Lunedì di Pasqua. 
Porteranno le nonne e gli asini, 
sulle triremi rubate ai porti coloniali. 
Sbarcheranno a Crotone o a Palmi, 
a milioni, vestiti di stracci 
asiatici, e di camicie americane. 
Subito i Calabresi diranno, 
come da malandrini a malandrini: 
«Ecco i vecchi fratelli, 
coi figli e il pane e formaggio!» 
.Da Crotone o Palmi saliranno 
a Napoli, e da lì a Barcellona, 
a Salonicco e a Marsiglia, 
nelle Città della Malavita. ….

 

PER TE, AMORE MIO ottobre 16, 2014

giovedì, Dicembre 13th, 2018

Ti amo come se mangiassi il pane
spruzzandolo di sale
come se alzandomi la notte bruciante di febbre
bevessi l’acqua con le labbra sul rubinetto
ti amo come guardo il pesante sacco della posta
non so che cosa contenga e da chi pieno di gioia
pieno di sospetto agitato
ti amo come se sorvolassi il mare per la prima volta in aereo
ti amo come qualche cosa che si muove in me quando il
crepuscolo scende su Istanbul poco a poco
ti amo come se dicessi Dio sia lodato son vivo.

Nazim Hikmet (Poesie d’amore, 1959)

SIAMO SOLO PICCOLE VITE settembre 15, 2014

giovedì, Novembre 29th, 2018

 

Siamo solo piccole vite controllate
dai sistemi di sorveglianza imperiale.
Siamo solo piccole vite schiacciate
dagli stivali dell’oligarchia d’Occidente.
Siamo solo piccole vite teleguidate
da uno Stato etico-educativo.
Siamo solo piccole vite imprigionate
dalle sbarre di un carcere cartaceo.
Siamo solo piccole vite,
appese ad anestesie, allucinazioni ed illusioni.

DESTINO (novembre 8, 2012)

lunedì, Luglio 16th, 2018

 

Cavalieri sarmati su destrieri neri scalpitanti,
lottatori nubiani e arcieri gurka ansimanti
attendono all’ orizzonte rutilante,
e sfidano l’eternità con lo straziante
grido di battaglia.