Novembre - Dicembre 2003

Unione Europea
L'Unione Europea sarà la tomba dell'Italia. Non abbiamo la solidità di Francia, Germania o Inghilterra. Non abbiamo l'energia e l'entusiasmo di spagnoli e irlandesi. Non abbiamo il diritto all' illegalità come i Paesi dell'est.

Seduzione
L'etimo esatto di sedurre non è portare a sè, ma traviare, dirottare, portare fuori strada (sed-duco). La sedotta è la traviata. La seduzione è la differenza che abbaglia e stupisce, converte, diverte e perverte.

Libertà
La moltiplicazione delle opzioni non è garanzia di libertà, ma di dispersione, di distrazione e di superficialità: di angoscia. Il plurale esterno diventa una psicosi se non è accompagnato da un plurale interno che sia anche un insieme.

Sociale
Quelli che lavorano nel "sociale" sono talmente impegnati ad aiutare i "lontani" da permettersi di trattare i "vicini" come cose.

Quando finisce il lutto politico?
Dopo quanti anni si dimenticano i lutti ed i conflitti politici? Dopo che è morto l'ultimo contemporaneo di quei fatti. Nei casi gravi l'ultimo figlio dei contemponei. Parliamo ancora di "fascismo" e non più di "papismo". Discutiamo di fascisti e comunisti e non più di guelfi e ghibellini. Questo non ci consente lo stupore per la guerra arabo-isrealiana.

Chi l'ha detto?
Il passato è un racconto, il futuro è un mistero, il presente è un dono....per questo si chiama così.

I guru sono peggio degli sterminatori?

Qual e' il motivo per cui i mass media mostrano tanti sensi di colpa trattando assassini e stragisti con riguardo e comprensione, e diventano sadici verso particolari criminali "minori" come i maghi o i guru delle sette?
Logicamente, è inspiegabile. Dovrebbe infatti essere piu' facile trovare attenuanti e giustificazioni per chi spilla soldi, anche se in cambio di servizi per lo meno equivoci, piuttosto che per chi stermina la famiglia, o ammazza la vicina di casa. Invece, no.
La moglie o la madre dell'assassino sono anch'esse "vittime della follia". Il marito della fattucchiera o la moglie del santone sono sempre complici. Credo che la spiegazione sia psico-logica, cioè segua la logica della psiche.
Maghi e santoni agiscono sull'influenzamento, quindi competono col regime mass-mediatico. Se una fanciulla scappa di casa per fare la suora o la velina, viene difesa nel suo diritto alla libera scelta. Se invece scappa in una comunità settaria è sicuramente stata coartata, plagiata, manipolata. L'influenzamento del regime è dato per normale, quello di organizzazioni non omogenee è sempre considerato illegittimo. Le ragioni dell'ostilità verso influenzatori non integrati risiedono in una mera dinamica di competizione e gelosia: nessuno deve possedere le menti dei Cittadini, a meno che non sia autorizzato dal regime.

Per i soldati italiani morti in Iraq
C'è un solo modo per essere solidali con i soldati morti: urlare forte "MAI PIU' IN GUERRA., PER NESSUN MOTIVO E IN NESSUN LUOGO".

Tolleranza
Noi siamo molto tolleranti. Accettiamo tutti i valori....che condividiamo!

Notizie da cancellare
Notizia nefasta1. Viene varato in gran pompa un sottomarino italiota dalle prestazioni fantascientifiche: sarà per mantenere la pace in qualche civiltà con 50 secoli di storia alle spalle?

Notizia nefasta2. Il giornalista garrulo annuncia la buona notizia. Si sta pensando di ammettere le donne nei sottomarini. Che conquista! Forse e' stato per questo che abbiamo avuto un secolo di femminismo!?

Che faccia tosta!
Sono appena morti i carabinieri italiani in Iraq. Nuove povere vittime della follìa di Bush, Blair, Berlusconi e compagni. I portaborse intervistati invitano a non creare "beghe di cortile", definendo con questo termine gli inviti a smettere subito le finte "missioni di pace". Come se una dozzina di morti in un solo colpo non fossero un elemento sufficiente per un legittimo dissenso sulle follìe belliciste.

Il diritto ad essere considerati uomini
I gazzettieri nostrani non si smentiscono nemmeno di fronte alle peggiori tragedie. Gli italiani morti in Iraq vengono chiamati "ragazzi" o "giovani"...mai uomini!

Martiri o guerrieri?
La parola "martire" deriva dal greco "testimoniare". Martiri erano i primi cristiani, che per testimoniare la loro fede si facevano uccidere. Coloro che muoiono con le armi in mano, anche se per difendersi, sono combattenti, guerrieri o assassini (secondo i casi). Per morire con le armi in mano forse ci vuole coraggio, ma ce ne vuole molto di più nel farsi uccidere disarmati. Non insultiamo i veri martiri, chiamando con questo nome i guerrieri. L'idea che il terrorismo si debba combattere con le armi è barbarica, quanto quella dei terroristi. Chi fa la guerra è un terrorista, solo più organizzato, con più mezzi, e con una migliore retorica.

Amo gli Usa ma....
Il Paese campione della democrazia "da esportazione" ha fondato la sua prosperità sullo schiavismo dei neri (XVIII e XIX secolo), poi sul genocidio dei pellirosse (XIX secolo), infine alla partecipazione attiva a circa 100 conflitti armati nel mondo (XX secolo) con il ricorso -unico nella Storia- alla bomba atomica su due agglomerati civili. Durante il percorso, la pena di morte legale è stata una costante, insieme al numero più alto al mondo di carcerati rispetto alla popolazione, e all'uso del delitto e del complotto come regolatore del processo politico (nessun altro Paese "democratico" ha avuto lo stesso numero di presidenti o leaders politici feriti o assassinati da "ignoti").

Stampa libera
Da sempre tutti a osannare la libertà di stampa inglese. Che evidentemente è libera solo finchè dice cose non vietate. L'erede al trono può avere tutti i vizi che vuole, ma ora sappiamo che è anche il rampollo di un regime censorio.

Che faccia tosta!
Sono appena morti i carabinieri italiani in Iraq. Nuove povere vittime della follìa di Bush, Blair, Berlusconi e compagni. I portaborse intervistati invitano a non creare "beghe di cortile", definendo con questo termine gli inviti a smettere subito le finte "missioni di pace". Come se una dozzina di morti in un solo colpo non fossero un elemento sufficiente per un legittimo dissenso sulle follìe belliciste.

Martiri o guerrieri?
La parola "martire" deriva dal greco "testimoniare". Martiri erano i primi cristiani, che per testimoniare la loro fede si facevano uccidere. Coloro che muoiono con le armi in mano, anche se per difendersi, sono combattenti, guerrieri o assassini (secondo i casi). Per morire con le armi in mano forse ci vuole coraggio, ma ce ne vuole molto di più nel farsi uccidere disarmati. Non insultiamo i veri martiri, chiamando con questo nome i guerrieri. L'idea che il terrorismo si debba combattere con le armi è barbarica, quanto quella dei terroristi. Chi fa la guerra è un terrorista, solo più organizzato, con più mezzi, e con una migliore retorica.

Il secondo evo coloniale
La stagione del nuovo colonialismo è iniziata con l'11-9. Il primo sviluppo economico dell'Occidente, iniziato col genocidio delle civiltà amerinde e con lo schiavismo del popolo africano, è continuato, nel 4 secoli successivi, sulla bocca dei cannoni. Il Novecento ha costituito una pausa che non poteva continuare, a meno di accettare il declino della nostra civilizzazione. Bin Laden e Bush hanno dato il via ad una seconda stagione coloniale, di cui l'Iraq è stata la prima vittima.

Cultura mafiosa
La vicenda Parmalat, aldilà del disastro economico e finanziario, è una spia della cultura mafiosa che da sempre ispira l'oligarchia dominante. Tanzi da anni finanzia i politici di ogni versante e levatura. Il che non solo gli rende benevolo il ceto politico, ma per estensione anche tutte le camarille, cordate e corporazioni che l'oligarchia controlla: dirigenti di banca, magistratura, finanzieri, funzionari di Enti pubblici. Ciò che appare del tutto legale, è sostanzialmente una versione pacifica della cultura mafiosa. Che consiste nella creazione di reti di complicità capaci di annichilire, superare, manipolare l'autorità oggettiva dello Stato.

Possiamo pensare tutto il male possibile di Berlusconi (e lo facciamo), ma è evidente che c'è qualcosa sotto il fatto che mentre l'imprenditore televisivo ha subito circa 500 ispezioni e controlli negli ultimi dieci anni, il "lattaio" ne è rimasto del tutto esente. Oppure, il che è peggio, ha subito altrettante ispezioni senza che nessuna irregolarità sia stata portata alla luce?

Il mito dell'UE
La creazione della Unione Europea è il fenomeno più mitico del dopoguerra. E' stata l'unica decisione presa da tutti i partiti senza sostanziale opposizione. Nessuna forza politica significativa si è mai opposta apertamente, in nessuna fase, al processo di creazione della UE. Nemmeno circa il varo dell'euro. Malgrado nessuno abbia mai spiegato i vantaggi che sarebbero derivati ai cittadini dalla moneta unica. Malgrado siano stati chiesti enormi sacrifici per l'allineamento del bilancio. Malgrado sia vistoso l'esempio di Inghilterra e Danimarca che, senza aver adottato l'euro, se la cavano benissimo. Malgrado siano sotto gli occhi di tutti i rincari seguiti all'euro. Malgrado sia evidente che l'Europa ha sottratto in questi anni gran parte delle autonomie a tutti gli enti locali (nella formazione, nelle politiche sociali, nelle procedure amministrative, ecc.). Malgrado tutto ciò ancora non si profila all'orizzonte nessuna forza politica che sappia dire chiaro e forte: "abbiato sbagliato, l'Europa è una bella idea, ma dibbiamo tornare indietro e ripensarci". Il mito si fonda sulla propria intoccabilità.
Ora l'Europa sarà allargatissima e quindi funzionerà peggio, come capisce chiunque conosca un po' di scienze umane. Impossibilitata a crescere coi grandi ideali, si troverà unita solo nel far crescere la burocrazia e nel coartare le autonomie locali.

La democrazia fra tecnocrazia e psicocrazia
Perchè non dare direttamente il governo del Paese all'Istat o all'Eurispes? A sentire i politici di destra e di sinistra, la tecnocrazia è il vero regime dell'Italietta post-moderna. Tutto va bene perchè lo dice l'Istat; tutto va male perchè lo dice l'Eurispes. La democrazia è fondata sul principio che il governo debba essere gestito "a discrezione" del popolo, in base ai ragionamenti ed ai sentimenti che gli sono propri in ogni momento storico. La democrazia è assai più "psicocratica" che "tecnocratica". Per esempio, la democrazia implica la fiducia, la stima, l'appartenenza che non sono altro che sentimenti. Non serve a niente che un ente statistico, ed ancor meno un professionista della politica, ci dica che "le cose vanno bene" se siamo convinti del contrario. Poco importa se abbia ragione l'Istat o l'Eurispes, l'unica cosa che dovrebbe valere in una democrazia seria è il "sentimento" popolare. Prima di tutto perchè è quello che determina il comportamento di voto. Secondariamente perchè è quello che presiede ai comportamenti quotidiani. Risparmio, investimento, consumo, impresa si fondano sull'ottimismo, sulla fiducia, sulla sensazione che il Paese abbia in vento in poppa. I dibattiti dunque non dovrebbero centrarsi sul conflitto Istat/Eurispes, ma sul perchè il clima nazionale sia quello che è (nero)e su come sia possibile convertirlo in positivo. Che il clima sia nero è palpabile ovunque: dai discorsi da bar centrati sui progetti di fuga all'estero, alle vie di Milano deserte dopo le dieci di sera; dall'incremento di scioperi e cortei, ai negozi sfitti ovunque.
Una seria democrazia dovrebbe quindi preoccuparsi della "psichica" molto più che della "tecnica".

Le contraddizioni dell'Occidente1: guerra, terrorismo, democrazia
L'Occidente perbenista, patriottico e benpensante trova giusto che sia abbattuto un dittatore sanguinario come Saddam, e considera "incidenti" gli oltre 10.000 civili iracheni uccisi. Per abbattere una dittatura sanguinaria come quella di Saddam, la distruzione di un Paese e la morte di 50.000 persone fra soldati e civili di tutte le parti, è considerato un prezzo accettabile.

Il problema è che l'Iraq non è l'unica dittatura del pianeta, che anzi vede i regimi non democratici in netta maggioranza. Cosa fanno gli oppositori di un regime come quello dell'Arabia Saudita, per citarne solo uno? Possono dare vita ad un partito di opposizione? No, se vogliono invecchiare. Fanno del terrorismo, che da sempre è l'arma da guerra dei "poveri". Così è successo per decenni nei Paesi sudamericani.

Secondo la logica usata per l'Iraq, l'Occidente dovrebbe vedere con simpatia quelli che combattono, coi loro mezzi, altre dittature. Invece no. Quelli che combattono la dittatura saudita sono "terroristi che vogliono destabilizzare" i Paesi arabi. Coloro che col terrorismo combattevano i sanguinari dittatori sudamericani erano malvisti in quanto "pericolosi agenti del comunismo". Quelli che combattono i regimi dittatoriali arabi non sono accettati in quanto "pericolosi agenti del fondamentalismo".

Secondo la ideologia dell'Occidente dunque:

  1. la definizione di "democratico" spetta all'Occidente
  2. il pianeta va ripulito da tutti i regimi non democratici
  3. il lavoro di pulizia non può essere gestito nè da soggetti considerati "comunisti" nè da soggetti considerati "fondamentalisti"
  4. la definizione di soggetto "comunista" o "fondamentalista" spetta di nuovo all'Occidente